IL VEDITORE AMBULANTE CON UN OCCHIO DI RIGUARDO [si comunica che in caso di maltempo il film verrà proiettato alla stessa ora al Teatro Sperimentale]

“Il Veditore ambulante, con un occhio di riguardo” è il titolo del cortometraggio di Giuseppe “Peppino” Saponara che, il 21 giugno, inaugurerà la 45^ edizione del Festival del Cinema di Pesaro.

L’Accademia Mondiale della Poesia, associazione internazionale con sede a Verona, che annovera fra i suoi fondatori 3 Premi Nobel della Letteratura e il poeta Mario Luzi, attribuendo all’opera di Saponara un valore poetico degno di riconoscimento, consegnerà all’autore un premio speciale tramite il Cancelliere Prof. Nadir M. Aziza.

Il cortometraggio è frutto di un’esperienza singolare vissuta dall’autore in simbiosi con il suo cane Omar che lo ha accompagnato per anni e anni nel suo vagabondare. Il loro cammino che non li portava lontano, ma si sviluppava lungo vie e vicoli della città di Pesaro, in particolare nelle zone vicine a casa, (Via Branca, Via Sabatini, Via Mammola Bella, Via Tebaldi) li ha condotti nel tempo ad una condivisione di esperienze e di vita che ha lasciato in Saponara una traccia profonda.

Si è infatti creato fra lui e Omar un legame così indissolubile da generare la possibilità di un interscambio.

Nel cortometraggio Saponara guarda il mondo attraverso lo sguardo di Omar e Omar lo guida nel cammino aiutandolo a calarsi all’interno delle cose per scoprirne l’anima, la bellezza e il senso.

Verrebbe da porsi l’eterno quesito: in che cosa gli animali differiscano sostanzialmente dall’uomo. La società attuale per lo più li discrimina. I cartelli che vietano l’accesso ai cani nei luoghi pubblici lo testimoniamo. Ma chi come Saponara, ne ha avuto esperienza diretta non può che bollare questi divieti come un “prodotto della natura borghese e classista della nostra società” che , attraverso la discriminazione degli animali sembra rifiutare il suo passato nel nome di uno sviluppo che non sempre si traduce in progresso e che per tanti versi, impoverisce.

Il suo “ Omar” che in modo istintivo con fiuto e sensibilità eccezionali, lo guida nella sua personale ricerca, non ci appare molto diverso dal corvo pasoliniano di “Uccellacci e uccellini“ed è lui il vero protagonista del cortometraggio di Saponara perché è attraverso di lui che vengono filtrati incontri, paesaggi, luoghi e odori di una città a cui l’autore vuole rendere omaggio: Pesaro.

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