Musiche di Roberto Molinelli su proiezione del film “The Lodger”di Hitchcock [si comunica che in caso di maltempo l’evento avrà luogo alla stessa ora al Teatro Sperimentale]

Orchestra Sinfonica "G. Rossini"
Formazione cameristica
Thriller in Piazza

Roberto Molinelli direttore
Musiche di Roberto Molinelli su proiezione del film “The Lodger” (1926) di Alfred Hitchcock.

Questa occasione è ghiotta, perché compiremo un salto di ottant’anni e andremo al cinema come una volta, a vedere immagini proiettate mentre ascoltiamo dal vivo la colonna sonora. Ciò consente alcune riflessioni, la prima delle quali è che la musica, al cinema, è arrivata prima della parola in una priorità inversa a quella di oggi. 

Per quanto efficace, oggi la colonna sonora è solo un ‘completamento’ della pellicola basata su immagini e parole; mentre quando tutto è iniziato, nel lontano 1895, la musica era invece l’unico ‘suono logicamente organizzato’ nel buio di una sala dove immagini mute in movimento sorgevano da un luogo misterioso. I dialoghi erano scritti su cartelli posti tra una scena e l’altra ma in sala c’era sempre almeno un pianista a commentare i momenti salienti, perché il racconto che si svolgeva sullo schermo aveva bisogno anche della dimensione sonora per acquistare concretezza e significato.

Così, fin dall’inizio, la musica al cinema venne sempre di più chiamata a creare atmosfere, sottolineare e amplificare particolari stati emotivi, o a diventare essa stessa elemento narrativo (come nella commedia musicale quando una canzone di fatto finisce per essere un ‘dialogo cantato’ anziché parlato). Tuttavia il fatto che la musica per film debba necessariamente essere funzionale alle immagini ha posto da subito vincoli severi al compositore. Innanzitutto vincoli tecnici, poiché la durata di un intervento musicale deve essere perfettamente commisurata alla durata della scena cui va ‘sovrapposta’, e poi vincoli artistici, perché ovviamente nella sua partitura il compositore deve tenere conto del clima generale del film o della sequenza che deve commentare. L’abilità del compositore sta proprio nel ‘piegarsi’ a queste limitazioni, componendo comunque musiche di grande suggestione.

Tuttavia, difficilmente lo spettatore si rende conto di questo: a lui giunge solo l’enorme suggestione di una sequenza rimasta nella storia del cinema, cui la colonna sonora ha contribuito in maniera assolutamente determinante. Per questa ragione la musica non è mai mancata in sala,, dai tempi dei fratelli Lumière e, capendone il valore essenziale ed insostituibile in quel contesto, nel genere si cimentarono anche i più grandi compositori del momento (da Saint-Saëns a Mascagni, da Satie a Hindemith, da Šostakovic a Prokofiev) con pagine eseguite estemporaneamente, talora anche da un’orchestra. 

Questa stessa efficacia espressiva rivivrà per noi spettatori di oggi grazie alle musiche preparate da Molinelli per The lodger, che Hitchcock considerava come il suo “primo vero film”, esempio già straordinario di quello stile suspense che segnerà tutta la carriera dell’artista inglese.
Orchestra Sinfonica G. Rossini è l’orchestra della Provincia di Pesaro e Urbino; ha doppia sede a Pesaro e a Fano. Dal 2005 ha il riconoscimento del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Dal 2001 è presente al Rossini Opera Festival.

Nata nell’aprile 2001, al termine di una selezione coordinata dal M° Alberto Zedda, la formazione ha partecipato con successo alle ultime edizioni del ROF, come Orchestra del Festival, con le seguenti
produzioni: La gazzetta e Il viaggio a Reims (Rossini), Un avvertimento ai gelosi (Pavesi) e La poetessa idrofoba (Pacini) nel 2001; L’equivoco stravagante e Il Turco in Italia (Rossini), Gl’inganni della somiglianza (Generali), I tre mariti (Mosca) nel 2002; Adelina (Generali) nel 2003; Il trionfo delle belle (Pavesi) nel 2004; Arrighetto (Coccia) nel 2005; Concerto di bel canto (Vinco-Regazzo) nel 2006; Concerto di bel canto (Bordogna – Taddia) e Concerto d’archi (con musiche di Rossini e Verdi) nel 2007.
Nel 2004 il gruppo si è costituito in associazione autonoma assumendo la nuova denominazione, con l’intento di proseguire la propria attività lirica e sinfonica anche in altre sedi e contesti.
L’attività dell’Orchestra, in costante sviluppo, conta di circa 70 esecuzioni l’anno su tutto il territorio nazionale e all’estero.

Organizza produzioni concertistiche per le amministrazioni di Pesaro (Teatro Gioachino Rossini), di Fano (Teatro della Fortuna), di Urbino (Teatro Raffaello Sanzio) e nei teatri storici della Provincia di Pesaro e Urbino. Nel 2005 l’O.S.R. si è esibita in Corea del Sud, nel 2007 e nel 2008 a Malta, sempre nel 2008 ad Ankara. L’O.S.R. è rappresentata in qualità di direttore organizzativo dal M° Bruno Maronna e di presidente dal M° Saul Salucci.

Roberto Molinelli. Nato ad Ancona, violista, compositore e direttore d’orchestra, dopo il diploma in viola al Conservatorio di Pesaro con il massimo dei voti e la lode, ha vinto concorsi nazionali e internazionali e ha suonato come solista con importanti orchestre (anche come prima viola solista) e in formazioni cameristiche nelle più prestigiose sale da concerto italiane ed estere. Ha al suo attivo numerose registrazioni per radio e tv e cd con importanti prime assolute. È docente di viola al Conservatorio di Pescara, Direttore Artistico dell’Orchestra da Camera di Bologna e fondatore dell’Ensemble Opera Petite (recentemente esibitosi in Giappone). Come compositore ha collaborato con artisti italiani e stranieri (tra essi Andrea Bocelli, Sara Brightman, Gustav Kuhn, Cecilia Gasdia, Anna Caterina Antonacci, Andrea Griminelli, Lucio Dalla, Valeria Moriconi, Enrico Dindo, Danilo Rossi, Federico Mondelci) realizzando lavori inediti per spettacoli a fianco di orchestre di levatura internazionale. Abbraccia i generi musicali più diversi (classico, sinfonico o da camera, jazz, leggero, colonne sonore) e molte suoi lavori sono stati proposti in sedi importanti (Carnegie Hall, Scala, Euroradio, Teatro Hermitage ecc.) sempre con grande successo e per importanti occasioni (anniversario della scomparsa di Papa Wojtyla, ricordi di Astor Piazzola, di Maria Montessori e di Leonard Bernstein, Giubileo 2000, commemorazione dell’11 settembre 2001 ecc.) e in diversi Paesi del mondo. Una sua composizione originale è stata scelta come colonna sonora della campagna pubblicitaria Barilla, in onda da settembre 1999.

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